Come la PNL può migliorare la performance di un Formatore. (Parte seconda)

Martedì 08 Febbraio 2011 08:00 Scritto da  Danilo Carboni

lezione(Parte seconda)

Generare emozioni e metterle a servizio dell'apprendimento. Avere il controllo di ciò che sta accadendo attraverso un'attenta calibrazione è molto utile per fare il "punto nave" ma non fornisce strumenti per prenderne il controllo diretto. Uno dei numerosi strumenti studiati dalla PNL è il nostro modo di rappresentarci la realtà, sotto forma di immagini, suoni/voci, e sensazioni interne, olfattive, gustative e tattili, chiamate "modalità rappresentazionali".

Le persone per apprendere devono costruire delle immagini chiare e definite, devono dirsi che la cosa funziona per loro e devono associare delle sensazioni piacevoli a quello che stanno vivendo. Chi è il responsabile che faccia sì che questo processo si generi? Il formatore.

Questo presume anche un'assoluta confidenza con i modelli linguistici che generano all'interno dell'individuo un determinato processo neurologico.
Utilizzare un linguaggio "multisensoriale", fare buon uso delle "negazioni", delle "metafore", dei "truismi", dei "doppi legami", dei "postulati di conversazione", dei "comandi nascosti", delle "domande meta modello", delle "domande retoriche", delle "presupposizioni", delle "cause-effetto", degli "aneddoti", delle "tag question" e quanto altro i grandi comunicatori hanno adoperato ed adoperano per indurre degli stati emotivi e trasformare la percezione delle persone.

Non dimenticando di accompagnare tutti questi ingredienti ed altri ancora  con un'adeguata impostazione paraverbale (toni, timbro, ritmo, volume, ...) e non verbale (postura, gestualità, mimica, cinesica, ...) che enfatizzano il potere della comunicazione o lo inibiscono a seconda dell'uso proprio o improprio che se ne fa.

Attivare risorse, responsabilizzare sul presente e proiettare il futuro desiderato. La qualità di un formatore consiste nel permettere alle persone che assistono ad un suo corso di fornire non solo le informazioni relative alla materia che si presenta (quelle le possono anche studiare su di un libro), ma di fornire loro le chiavi per accedere internamente alle loro risorse per valorizzare al massimo le informazioni e le conoscenze apprese. Ma dove si trovano tali risorse? Le fornisce il formatore?

Assolutamente no, le persone ne sono già autonomamente dotati, il ruolo del formatore consiste nel renderle attive.

La PNL ci offre diversi strumenti specifici per fare questo: l'uso consapevole delle "time-line" interne delle persone che determinano il modo in cui ogni essere umano percepisce il tempo. Il formatore ha il compito di creare una time line di gruppo che sia funzionale ai propri obiettivi d'aula che è in relazione con gli obiettivi dei singoli partecipanti.

Un altro elemento è la buona formazione degli obiettivi. Come può una persona partecipare ad un progetto formativo non avendo degli obiettivi di apprendimento? Eppure la maggior parte delle volte le persone non sono consapevoli dell'importanza di questo obiettivo o se lo pongono in modo generico ed impreciso. Il formatore ha l'obbligo di far luce su questo e gli "obiettivi ben formati" studiati dalla PNL nelle persone di successo, sono un valido strumento di condivisione con i partecipanti per misurare l'efficacia di un intervento e per responsabilizzare loro stessi al pieno raggiungimento, insieme al formatore, dei loro obiettivi di apprendimento.

Fissare concetti, elementi utili, stati d'animo costruttivi con le "Ancore".

Un altro interessante strumento che la PNL mette a disposizione di un formatore è l'uso degli ancoraggi. Si tratta della stimolazione attraverso elementi sensoriali (visivi, auditivi e cinestesici) e i movimenti spaziali del formatore che, se adoperate ad arte, permettono un'efficace organizzazione delle conoscenze trasferite e delle varie fasi di un intervento formativo per un partecipante.

Ognuno di noi frequentando un corso avrà più facilmente registrato alcune informazioni a discapito di altre e ha organizzato autonomamente e non sempre in modo funzionale le conoscenze apprese.

Quanto sarebbe utile se fosse il formatore stesso, in modo implicito, a fornire dei mezzi per fare tutto questo in modo ottimale?

Comprendere le dinamiche d'aula ed influenzarle con le posizioni percettive ed i livelli di pensiero.

Nell'ambito dell'analisi che il formatore deve saper fare del clima e delle dinamiche relazionali all'interno della propria aula, esistono inoltre degli strumenti di grande efficacia, tra cui il cambio di "Posizione Percettiva" e i "Livelli di Pensiero". Il primo strumento è rappresentato dalle diverse posizioni mentali che il docente può mettere in atto a seconda se deve trasmettere emozioni e creare partecipazione, se deve entrare in empatia e comprendere le necessità delle persone o se deve fare un'analisi esterna del processo formativo in atto per fare gli opportuni correttivi in corso d'opera.

I "Livelli di pensiero", sviluppati da Robert Dilts, invece permettono di comprendere a quale livello le persone stanno lavorando con la loro percezione: sull'ambiente, sui comportamenti, sulle capacità, sui valori o sulle convinzioni, sull'identità o sullo spirito? Tale consapevolezza, dettata da alcuni indicatori esterni ben definiti, permette al formatore di sapere meglio in che modo procedere, tarando l'intervento in funzione di questo ed influenzandoli, se necessario, per portare la loro attenzione ad il livello più adeguato per gli obiettivi di apprendimento.

Esistono inoltre diverse altre tecniche della Programmazione Neuro-Linguistica sfruttabili al meglio in un contesto formativo e che possono essere combinate tra loro con risultati sorprendenti. Senza entrare nello specifico di un tema assolutamente interessante e complesso, qual è quello delle varie applicazioni della PNL, immaginiamoci però quanto sia utile tutto questo abbinato a dei contenuti specifici che si intende trasmettere al meglio. Quanto è preparato un formatore su tutto questo? Qual è il suo livello di consapevolezza rispetto all'utilizzo della sua voce, del suo non verbale e di tutte le componenti linguistiche che non solo arricchiscono ma danno forma ai contenuti espressi? Ed infine, quanto le sa utilizare?

Credo che la maggior parte dei formatori sia d'accordo che un buon professionista, in questo settore in particolare, non può mai smettere di coltivare la curiosità nello scoprire strumenti e tecnologie che lo supportino nel raggiungere obiettivi legati al proprio ruolo di facilitatore del processo di apprendimento e di attivatore del cambiamento. Anche perché questo atteggiamento può davvero rappresentare la chiave per generare importanti e positivi cambiamenti nelle organizzazioni ma anche in tutta la comunità di cui anche noi formatori facciamo parte.