"Il linguaggio della stretta di mano ed il significato della distanza tra le persone nella relazione"
Quando si parla di linguaggio corporeo, la fonte più citata è "L’espressione delle emozioni nell’uomo e negli animali" di Charles Darwin (1872). Questo libro ha ispirato tutte le principali ricerche moderne sulle espressioni facciali e sul linguaggio del corpo.
Albert Mehrabian, uno tra i primi linguisti ad occuparsi del linguaggio corporeo negli anni ’50, ha scoperto che l’impatto complessivo di un messaggio è solo per il 7% verbale (le parole), per il 38% paraverbale (il tono di voce, il ritmo, il volume ed altre componenti) e per il 55% non – verbale (il linguaggio del corpo).
L’antropologo Ray Birdwisthell ha stimato che una persona media pronuncia parole per circa 11 minuti al giorno e che una frase media impiega circa 2,5 secondi per essere detta; ha anche stimato che l’uomo è in grado di riconoscere complessivamente circa 250.000 espressioni facciali.
Allan e Barbara Pease hanno analizzato migliaia di trattative di vendita e di negoziazioni tra gli anni ’70 e ’80, rilevando che il linguaggio corporeo condiziona l’andamento dell’incontro per il 60-80% dei casi e che le persone si formano un’opinione sull’interlocutore in meno di quattro minuti.
Sembrerebbe quindi che il punto sia non cosa dici, ma come lo dici.
E in questo “come” il corpo la fa da padrone.
Stretta di mano, postura, abbigliamento, modo di camminare, movimenti delle mani, della braccia, del capo e delle gambe, distanza, espressioni del volto dicono di noi infinitamente di più di quanto possano fare le parole.
E questo “di più” non è sotto il nostro controllo, ma esprime con precisione assoluta nel momento della relazione le nostre vere emozioni, che sfuggono al nostro controllo ed alle regole sociali che ognuno di noi riconosce come proprie.
Per questo, oltre alla verità che ci costruiamo dentro, il nostro corpo ed il nostro volto comunicano in maniera precisa anche tutti quei segnali di menzogna che vanificano ogni tentativo da parte nostra di falsificare, dissimulare o alterare il significato delle nostre vere emozioni e convinzioni.
E allora … cominciamo con l’ABC dell’approccio personale: la stretta di mano, cui segue la posizione che assumiamo durante la relazione comunicativa.
Quanti tipi di strette di mano ci sono? Cosa comunicano? Cosa vuol dire “distanza prossimale” e cosa significa cambiare la distanza tra noi e gli altri?
Esercizi, filmati e soprattutto giochi di ruolo tra i partecipanti ed il trainer vi faranno sperimentare il valore e l’importanza di riconoscere e saper valutare questi elementi all’interno delle vostre relazioni comunicative.
