Il Modellamento è il perno su cui ruota la Programmazione Neurolinguistica. Uno dei presupposti della PNL è: "Se esiste al mondo anche una solo persona in grado di fare una determinata cosa, anche noi possiamo farla".
Questo è possibile grazie al Modellamento, uno strumento estremamente potente che ci aiuta a modellare l'eccellenza altrui. Non si tratta di un semplice "scimmiottamento", nulla è più distante dalla verità. Per far comprendere l'essenza della tecnica, amo riportare una metafora di Robert Dilts: Se due persone si scambiano un dollaro, quando si lasciano avranno una moneta a testa; se due persone si scambiano un'idea, alla fine avranno due idee ciascuno.
Il Modellamento richiede aperura verso le "mappe" altrui; una chiusura mentale porta sempre e solo i medesimi risultati. Infatti, un altro presupposto della PNL dice: "Se continui a fare quello che hai sempre fatto, otterrai quello che hai sempre ottenuto".
Per scoprire nuove vie è fondamentale apprendere dagli altri. Qui entra in ballo la magia del Modellamento. È possibile modellare individui o intere organizzazioni estrapolando i loro livelli logici e comparandoli con i nostri: Come organizzano il loro ambiente? Dove e quando realizzano le loro performance? Cosa esattamente fanno per raggiungere i loro obiettivi? Come lo fanno? Quali sono le loro credenze e perché lo fanno? Per cosa lo fanno? Come si percepiscono nel mondo?
Questi sono solo alcuni esempi di domande utili per estrarre i diversi livelli. Modellare qualcuno può significare mettere in discussione la propria mappa del mondo, cambiare valori e accettare il fatto che alcuni limiti vanno superati. Per questo motivo è ecologico modellare individui che stimiamo.
Ringrazio Stephen Gilligan per il tempo dedicato a questa intervista e per la generosità e l’intensità emotiva con cui ha parlato della sua esperienza nel mondo della PNL e dell'Ipnosi Ericksoniana.
Ciao Steve, tu hai vissuto i primi anni della PNL. Com’era allora? e qual’era il clima che si respirava?
E’ stato un periodo selvaggio e intenso. Era la metà degli anni ’70, in California. Ero a Santa Cruz, un luogo particolarmente noto per le sperimentazioni su nuovi modi di coscienza, nuovi modi di apprendimento. Era un contesto in cui si respirava grande energia. Richard Bandler e John Grinder si sono incontrati nel 1974. Grinder era un professore assistente in linguistica, Bandler era un terapeuta che viveva nelle montagne di Santa Cruz. Era sorprendentemente magro! Molto magro!
Fare presenza o avere una bella presenza? Nè l'uno nè l'altro. Parliamo piuttosto di come far pesare la propria presenza ottenendo attenzione e rispetto. Il desiderio di ogni persona che si considera timida o insicura anche nel proprio ambito lavorativo.
La PNL, nel suo tipico pragmatismo, si definisce come un insieme di modelli. Il modello indica semplicemente la descrizione del modo di operare su qualcosa, mentre la teoria scientifica è gravata dall'onere di trovare una spiegazione del perchè i vari modelli sembrano interagire con la realtà'.
Queste righe ed altre che seguiranno avranno lo scopo di dimostrare che non e' tuttavia cosà ardua trovare riferimenti teorici scientifici e riconosciuti come tali dall'establishment scientifico, se solamente non si voglia confondere il campo dello studio e della ricerca con l'ambito del sapere riconosciuto e convertito dalle istituzioni dello stato in prassi amministrativa.
John Grinder, insieme a Richard Bandler, è il fondatore della PNL.
Laureato in filosofia all'Università di San Francisco, agli inizi degli anni 60 si appassionò ai temi della linguistica fino ad essere selezionato come professore di linguistica alla nuova Università della California a Santa Cruz.
Si arruolò nei berretti verdi e prese servizio in Europa durante gli anni della guerra fredda. Avendo la possibilità di imparare e entrare in contatto con lingue diverse lavorò per un lungo periodo per un’agenzia governativa di servizi segreti.
