Come è possibile comprendere la mappa del mondo di chi abbiamo di fronte? La Programmazione Neurolinguistica ci aiuta grazie ai Metaprogrammi. Questi ultimi sono schemi di comportamento inconsci, filtri attraverso i quali setacciamo la realtà esterna. I Metaprogrammi hanno origine dal lavoro svolto da Carl Gustav Jung esposto nel libro da lui edito: "Tipi psicologici" del 1923. A Jung si è poi ispirata Isabel Briggs Myers, ideatrice del Myers-Briggs Type Indicator, il metodo per tracciare profili psicologici più largamente usato negli USA nella selezione del personale.
L'attuale sistema ha origini da uno precedente elaborato da Richard Bandler e poi ulteriormente approfondititi da Roger Bayley basato sulla psicologia cognitiva e mostra come gli individui percepiscono la realtà esterna creando diverse rappresentazioni interiori da soggetto a soggetto.
Nelle relazioni interpersonali spesso ci chiediamo come mai sia così difficile raggiungere i risultati desiderati. Per fornire alcuni esempi pensate ad un venditore che non riesce concludere la vendita, ad una moglie che non convince il marito a portarla a cena fuori o al responsabile di un reparto che ottiene con molta difficoltà l'obbedienza dei propri collaboratori. Quando la gente si trova in situazioni simili dice:
"Eppure le ho provate ma non mi ascolta! Con quella persona è impossibile andare d'accordo!".
Ma siamo sicuri che sia proprio vero? Uno dei più grossi errori è credere che tutti ragionino come noi, ma in realtà la mente dei nostri interlocutori è diversa dalla nostra.
Causa: virus
Effetto: febbre
Causa: accelerazione di gravità
Effetto: caduta di oggetti
Se conosco il legame fra due fenomeni posso predire cosa accadrà se agisce la causa, posso risalire alla causa se si verifica l'effetto. Questo principio riduzionistico ha permeato per molto tempo il pensiero umano, identificando un percorso obbligato negli eventi, una sorta di flusso unidirezionale. Immaginiamo ora di avere un piccolo sistema planetario tale da poterne spostare i pianeti con le mani e decidiamo di spostare la posizione della Luna: sposto la Terra (causa) si sposterà la Luna (effetto). Intuitivamente possiamo dire che la Luna si sposterà ma sarà difficile individuare con precisione come e, se sarà un cambiamento stabile o si ritornerà alla condizione di partenza. Qual è la differenza con i casi precedenti? È la presenza di più elementi che si influenzano a vicenda, creando un "sistema in equilibrio".
I metaprogrammi. Per capire meglio gli altri
I metaprogrammi sono mappe delle mappe, metastrategie, in altre parole gli automatismi attraverso cui una persona decide quale strategia adottare. Hanno origine dal lavoro svolto da Carl Gustav Jung, esposto nel libro "Tipi psicologici" edito nel lontano 1923. In seguito, Richard Bandler elaborò un suo sistema che diede vita ai metaprogrammi in PNL.
In parole povere, i metaprogrammi sono i filtri che utilizziamo per scegliere verso cosa prestiamo attenzione. In questo modo eliminiamo delle parti oggettive della realtà, creando una mappa personale, soggettiva. Dunque, i metaprogrammi sono schemi di comportamento standardizzati, anche se possono cambiare con il tempo e, soprattutto, alterarsi in base allo stato d'animo del momento.
La tematica del Problem solving è particolarmente articolata, toccando i più svariati ambiti della conoscenza umana. Solo un elemento è comune a tutti questi ambiti: la persona.
Scoprire le modalità "naturali" con cui vengano concettualizzate le situazioni, interpretate ed affrontate è un tema molto studiato, che riguarda come vengano prese le decisioni quotidiane, sia di natura professionale che personale.
In un'ottica cibernetica della mente umana, ogni problema è costituito da un insieme di dati di partenza, un obiettivo, che rappresenta la soluzione del problema ed un percorso per raggiungerlo costituito da una precisa sequenza di passi: l'algoritmo.
I sistemi di convinzioni: le forme di pensiero che determinano i nostri comportamenti.
I modelli linguistici "sleight of mouth": intervenire sulle convinzioni limitanti grazie all'uso appropriato del linguaggio.
I "nested loops": influire sulle convinzioni attraverso le metafore.
Le strategie: comprendere e utilizzare quali sono i processi interiori che spingono le persone ad agire in un determinato modo.
Il T.O.T.E.: come mappare le strategie delle persone.
I meta-programmi: identificare e utilizzare le leve decisionali.
Lo "swish pattern": la tecnica per cambiare i comportamenti indesiderati attraverso le submodalità.
I valori: aiutare le persone a riconnettersi a ciò che per loro è veramente importante.
L'allineamento valori-comportamenti: identificare, estrarre e ridefinire i valori personali e i comportamenti correlati.
Il modeling: utilizzare la matrice dell'eccellenza umana nella propria vita personale e professionale.
Lo "state management": accedere a stati mentali che producano risultati concreti.
Il "future pacing": prepararsi mentalmente in modo produttivo ad eventi futuri.
