Caricarsi psicologicamente prima di una prestazione sportiva
Quando ti trovi di fronte al Kop [il lato dello stadio occupato dai tifosi del Liverpool, ndt.], nient’altro è necessario per caricarti psicologicamente. (Kevin Keegan)
Vi sono importanti differenze tra il riscaldamento mentale, il caricamento psicologico e l’esecuzione mentale, sebbene siano strettamente connessi fra loro.
Le attività di caricamento psicologico sono utilizzate per incrementare il livello di attivazione e dinamismo in un momento specifico o nel corso di un particolare evento; ad esse ricorrono, ad esempio, i giocatori di rugby prima dell’inizio della partita, o un pesista prima di un sollevamento.
ABC di PNL | Roma | Il Potere della Parola - 7 Marzo 2012
Qualcuno potrebbe pensare (soprattutto chi ancora non la conosce ) che l’utilità della PNL sia rivolta solamente “all’esterno”.
E’ una materia che si occupa di comunicazione, quindi ci permette di relazionarci meglio con gli altri ottenendo enormi benefici nei rapporti interpersonali, qualsiasi essi siano: dal mondo degli affari, all’insegnamento, alle relazioni di coppia ecc. ecc.
Tutto ciò è assolutamente vero!
Ciò che a volte passa in secondo piano è l’importanza della comunicazione che noi abbiamo con noi stessi.
Il modo in cui noi “parliamo” a noi stessi, quello che ci diciamo, la scelta delle parole, il tono che utilizziamo, possono fare un’enorme differenza fra il creare un messaggio potenziante per noi, oppure un messaggio depotenziante, se non, in alcuni casi, un vero e proprio limite.
Vieni con noi a “giocare con le parole” e ti accorgerai come piccole correzioni linguistiche possono realizzare enormi cambiamenti.
Pratica di PNL | Milano | Milton Model e linguaggio eriksoniano - 12 febbraio 2012
L'incontro ha lo scopo di far allenare i partecipanti ad utilizzare il linguaggio ipnotico: ricalco e guida verbale, comandi nascosti e presupposti.
Essere in grado di creare stati alterati di coscienza è una della abilità basilari di un buon operatore di PNL.
Il laboratorio è rigorosamente pratico.
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Incontro aperto a: Practitioner e Master Practitioner di PNL
Per informazioni e prenotazioni rivolgersi a Danilo Carboni scrivendo una email a
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ed indicando i propri recapiti anche telefonici. In caso di qualsiasi variazioni sul programma sarete avvisati direttamente.
Non saranno ammesse persone che non hanno effettuato prenotazione.
Apre ambulatorio pubblico di Programmazione Neurolinguistica
All’ospedale Sacco di Milano, a quanto risulta il primo in Italia a farlo, hanno deciso invece di promuovere la Pnl in un ambito medico vero e proprio, inserendola all’interno dei percorsi dell’Unità operativa di riabilitazione specialistica.
Da qualche giorno è entrato in funzione un ambulatorio di Programmazione neurolinguistica sotto la guida di Alberto Gnemmi «cardiologo, internista e riabilitatore» come lui stesso ama definirsi.
L’ospedale milanese e il medico hanno voluto mettersi in gioco. Nonostante i quasi 40 anni di vita della Pnl, infatti, la sua validità scientifica è ancora in discussione. Gli stessi sostenitori affermano che le applicazioni della Pnl non devono necessariamente avere fondamento scientifico, perchè i principi fondamentali sono ipotesi di lavoro che possono essere vere o meno. L’importante è che siano utili. «È così, anzi direi che a volte la Programmazione neurolinguistica trova l’opposizione della comunità scientifica», sottolinea Gnemmi.
Questo non le ha creato difficoltà? «No, perchè prima ho provato la Pnl su di me. Il grosso risultato è stato che ho cambiato atteggiamento nei confronti dei pazienti e la loro soddisfazione è stata evidente. Questo si può tradurre banalmente nel fatto che il paziente in ambulatorio dica: finalmente ho trovato un medico che mi ha ascoltato. È un paradosso, semmai, che non l’avesse trovato prima».
Ma se l’efficacia del metodo è difficile da provare, come si fa a capire se funziona? «In fondo è difficile da provare tutto ciò che non è esprimibile con numeri — aggiunge —. La soddisfazione personale è poco quantificabile numericamente. Trovo che in medicina sia dimostrabile ciò che è semplice, tant’è che io non cerco di dimostrare che la Pnl funzioni. Ho visto che da quando ho cambiato il mio atteggiamento, il mio rapporto con i pazienti e con i colleghi è notevolmente cambiato».
Gnemmi ha seguito un percorso di formazione specifico per due anni. Nel 2009 ha poi iniziato a mettere in pratica ciò che aveva appreso con una serie di corsi sulla comunicazione di base per il personale, sanitario e amministrativo, dell’ospedale Sacco. «La stragrande maggioranza delle problematiche con i pazienti e con i parenti è legata alla cattiva comunicazione e ad errori nella modalità di relazione — dice —. E soprattutto è evidente come stabilire un buon rapporto comunicativo migliori la collaborazione del malato e addirittura abbrevi i tempi di degenza. Molti colleghi che hanno frequentato i corsi mi dicono che le cose sono nettamente cambiate sia nel loro rapporto con i pazienti, sia in quello interpersonale nella loro vita privata».
Era il 1980, quando nella conclusione del libro Programmazione Neurolinguistica promettevamo un secondo volume che avrebbe dovuto contenere applicazioni più concrete dei concetti, dei principi e delle distinzioni esposte in quella nostra prima introduzione alla PNL. Affermavamo che il secondo volume avrebbe "esplorato più specifi camente come applicare la Programmazione Neuro-Linguistica al proprio lavoro e alla propria vita quotidiana".
Per una serie di ragioni, quel secondo volume non è mai diventato realtà. Questo in parte perché noi autori abbiamo avuto tutti vite intense e occupate, ed eravamo profondamente coinvolti nello sviluppo e nell'esperienza diretta di quelle applicazioni su cui ci eravamo ripromessi di scrivere. Col passare del tempo, poi, la vita ci ha portato in direzioni diverse. Non ci siamo mai più ritrovati con lo stesso spirito che ci aveva raccolto e legato agli albori, e il progetto di creare un seguito a quel primo volume si è perso per strada.
Pratica di PNL | Milano | Il Mirroring e le tipologie di rapport - 19 Dicembre
Saper creare empatia è l'abilità più importante che un “piennellista” dovrebbe sviluppare.
Senza questa capacità, diminuiscono parecchio le capacità nell’utilizzare tutte le altre tecniche.
L’incontro ha lo scopo di “allenare” i partecipanti a praticare il Mirroring in differenti modi e di analizzare le altre tipologie di Rapport.
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Pratica di PNL | Roma | Milton Model per guidare - 12 Dicembre
Il Milton Model, è una serie di modelli linguistici tratti dal padre dell'ipnosi moderna: Milton Erickson.
Questo geniale ipnoterapeuta ha rivoluzionato il modo di fare terapia e di provocare cambiamenti sorprendenti nei propri clienti, proprio attraverso un uso del linguaggio così raffinato e potente da indurre degli stati alterati di coscienza.
In seguito, grazie al lavoro di R. Bandler e J. Grinder, questa capacità comunicativa è stata analizzata e decodificata per essere a disposizione di tutti coloro che desiderano innescare dei cambiamenti importanti e positivi per se stessi e negli altri.
Questi modelli linguistici parlano infatti alla parte inconscia e se usati abilmente possono fornire una direzione precisa alle scelte individuali e di gruppo.
In questo gruppo di pratica ci eserciteremo su alcune tecniche di induzione e di guida con il Milton Model.
IMPORTANTE: è necessario prenotarsi all'evento scrivendo a
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PNL | Roma | Affiniamo il Ricalco - 29 Novembre
Uno dei fini della Pnl è quello di far stare le persone a proprio agio per riuscire poi a interagire meglio.
Questo avviene effettuando un'efficace azione di ricalco, fase fondamentale per permettere che poi il messaggio arrivi.
Con l'esercitazione di questa giornata ci divertiremo a impersonare alcune caratteristiche che non sono per noi "naturali", come le prerogative predominanti che caratterizzano il sistema rappresentazionale (VAK) che di solito utilizziamo di meno.
Facendo questo porremo attenzione sia a predicati sensoriali per noi inusuali, sia a curare gli aspetti non verbali e para verbali di "un'altra realtà".
Buon divertimento, vi aspetto!
Strategie dei geni: i livelli di pensiero
Il cervello, e di fatto ogni sistema biologico o sociale, è organizzato in livelli. Il cervello ha diversi livelli di elaborazione, cui corrispondono diversi livelli di pensiero e di modi di essere. Da un punto di vista psicologico, sembrano esserci cinque livelli su cui si lavora con maggior frequenza:
- Il livello di base è l'ambiente, con i limiti esterni.
- Si agisce su questo ambiente con il comportamento.
- Il comportamento è guidato dalle mappe mentali e dalle strategie, che definiscono le capacità.
- Queste capacità sono organizzate dai sistemi di convinzioni (che sono l'oggetto del presente lavoro).
- Le convinzioni sono organizzate dall'identità.
Quindi, quando una persona sperimenta una fase di difficoltà, bisogna chiedersi prima di tutto questo: la difficoltà proviene dalla situazione esterna, oppure è la persona che non ha il tipo specifico di comportamento richiesto dal contesto? Oppure: la causa risiede nel non aver sviluppato la strategia appropriata o la mappa adeguata a generare il comportamento richiesto? E ancora: la persona manca di convinzione o ha convinzioni contrastanti che interferiscono con la sua vita e con i risultati che desidera ottenere? E infine: c'è qualche interferenza a livello dell'identità o del sistema globale?
Sono distinzioni che diventano molto importanti per chiunque lavori nei settori dell'apprendimento, della comunicazione o del cambiamento.
Ad esempio, prendiamo un bambino che non ha svolto bene un test. L'insegnante potrebbe dire: "Non è assolutamente colpa tua. O c'era rumore nella stanza, o qualcosa nell'ambiente ha interferito con la tua prestazione durante l'esame." In altre parole, il problema è nell'ambiente e non ha niente a che vedere con te come persona. Naturalmente, questo è l'aspetto che ha l'impatto minore sullo studente.
L'insegnante potrebbe dire, sottolineando uno specifico comportamento: "Ti sei impegnato poco in questo test." Il che pone la responsabilità sullo studente.
A livello di capacità, l'insegnante potrebbe dire: "Non sei molto bravo in questo tipo di prove; le tue capacità in matematica (o grammatica, o qualunque altra materia) non sono molto sviluppate."
Questa affermazione ha delle implicazioni molto più significative. A livello dei valori, l'insegnante potrebbe dire: "Su, non è poi così importante. Ciò che conta è che impari divertendoti."
L'insegnante sta consolidando la convinzione che non è importante avere un bel voto, ma che è importante imparare divertendosi.
Siamo saltati così al livello delle convinzioni. Qui si oltrepassa la sfera della singola materia, per giungere al processo di apprendimento. A livello dell'identità, l'insegnante può dire: "Sei un pessimo studente", oppure "Sei una persona con delle difficoltà di apprendimento", o "Non sei un matematico." Sono affermazioni che toccano l'intero essere del bambino.
Il livello dell'identità è diverso dal livello delle capacità. Credere che non si è capaci di eccellere in una particolare materia è diverso dal convincersi che si è stupidi.
Questi esempi cominciano a dimostrare l'impatto dei diversi livelli. C'è una differenza enorme tra qualcuno che dice: "Non riesco a controllarmi quando bevo" e un altro che afferma: "Sono un alcolista e lo sarò sempre."
Se attribuiamo una qualsiasi caratteristica alla nostra identità, essa inizierà ad esercitare una profondissima influenza su di noi.
articolo tratto dal libro "I LIVELLI DI PENSIERO" di Robert Dilts
