Coaching e Psicoterapia

Scritto da  Massimiliano Sparro

psychoanalitycPotremmo definire un coach un professionista specializzato nel supportare le persone a sviluppare il loro potenziale e raggiungere i loro obiettivi.

Spesso si è associato il concetto di "allenamento mentale" con quello di psicoterapia o psicanalisi,  pratiche professionali spesso accostate ai concetti di malattia o disagio.
Anziché intervenire su traumi od esperienze del passato del cliente, il coaching ha il suo focus su:

  • individuare e definire meglio gli obiettivi
  • aumentare la consapevolezza e la focalizzazione della/del cliente sull'obiettivo
  • sviluppare con la/il cliente la strategia per realizzare l'obiettivo ed il relativo piano d'azione.

 

Da queste considerazioni un'altra differenza che possiamo elicitare,  è il focus sulla dimensione temporale che contraddistingue il coaching da approcci psicoanalitici o terapeutici: il primo è orientato a raggiungere risultati futuri partendo dalla situazione presente; gli altra considerando il disturbo od il disagio presente analizzano il passato per individuare le possibili cause scatenanti.

In altri termini potremmo dire che anziché effettuare una diagnosi per fornire una cura considerando la presenza di un disagio nella situazione attuale , il coaching considera le caratteristiche della situazione presente senza giudizi o pregiudizi e lavora sul raggiungimento della situazione futura desiderata senza fornire elementi esterni.

Ciò fa evidenziare i diversi presupposti di base dei due approcci: nel coaching si considera la/il cliente in possesso delle risorse necessarie per gestire il proprio cambiamento ed il processo, mentre nella psicoterapia si considera la necessità di intervenire per "aggiustare" qualcosa che non va o fornire elementi per curare una situazione.

C'è da sottolineare che le persone che si rivolgono ad una figura di supporto terapeutico soffrono di un disagio od una sofferenza che vogliono alleviare od eliminare mentre chi si rivolge al coach, vuole "accelerare" il processo di raggiungimento della situazione futura od il potenziamento di ciò che già fa bene. L'attuale varietà di approcci psicoterapeutici e psicodinamici permette di individuare in alcuni casi dei punti di contatto fra le due discipline, basti pensare alla terapia rogersiana, od agli approcci che integrano elementi sistemici o relazionali ma le strutture conversazionali e le finalità rimangono comunque distinte.

In generale, infatti, il coaching è rivolto a persone "ad alto funzionamento" rispetto all'obiettivo da gestire e mai si sostituisce ad interventi di natura medica o terapeutica. Nel caso che un coach colga dei segnali di disturbi o di necessità di interventi di altra natura ha l'obbligo di informare il cliente dell'impossibilità di proseguire il processo e di rivolgersi ad altre figure professionali.

Nel coaching il focus è sul miglioramento della qualità della vita e della prestazione dei clienti nei contesti in cui operano, sia di natura privata che professionale. A seconda degli ambiti di intervento si possono perciò distinguere:
- life coaching, rivolto alla sfera personale della/del cliente;
- corporate coaching, rivolto a contesti ed obiettivi di persone operanti in ambiti aziendali;
- business coaching, rivolto al raggiungimento di obiettivi legati al business.

Le etichette che precedono la parola coaching connotano principalmente il contesto di applicazione e la natura dell'intervento senza modificare però la struttura conversazionale e la metodologia operativa dello strumento.
In tutti i casi, infatti, l'obiettivo su cui lavorare durante il processo di coaching è sempre comunicato al coach.

La sua responsabilità è gestire il processo di coaching affinché aumenti la consapevolezza della/del coachee riguardo la sua realizzabilità, l'utilità, la motivazione  nel raggiungerlo senza introdurre propri elementi di valutazione od interpretazioni, l'allineamento con i propri valori o con il contesto considerato.

Ultima modifica Venerdì 17 Febbraio 2012 10:40